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Escursionismo |
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Benvenuti nel mio blog! Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. (Ennio Flaiano)
LA MIA PRIMA CRISI DI PANICOEra il pomeriggio del 20 dicembre 2001, una giornata grigia e fredda. Un vento gelido, da nord, mi tagliava il viso, come una lama di rasoio. Camminavo a passo svelto lungo la “strada parco”; ero in ritardo dovevo recarmi all’ufficio delle poste centrali, prima della chiusura, per versare l’ICI, in scadenza. Ad un certo punto, all’improvviso, avverto un forte dolore alla bocca dello stomaco. Contrazioni improvvise e dolorose. Rallentai il passo. Non fu sufficiente, dovetti fermarmi e sedere su una panchina. Provai a fare degli esercizi di respirazione…niente. Il dolore continuava a mordere. Pensai al mio reflusso esofageo e pensai tra me e me che peggiorava: era più intenso del solito e si irradiava fin sulle spalle. E qui entra in gioco il destino, che si schiera dalla mia parte. Passa un amico. Si avvicina; “Che hai, che ti succede?” “Andavo alle poste per l’ICI, ma ho avuto un improvviso malore” “Dammi i bollettini ci penso io, anch’io vado a pagare l’ICI…vieni ti accompagno in un bar. Potrai riposarti e bere qualcosa di caldo” Pochi passi e siamo nel bar di Villa Sabucchi. Mi saluta; “bevi un the o una camomilla, vedrai che ti passa”. Mi seggo, ordino una camomilla, l’ambiente caldo mi dà subito una sensazione di benessere. Sorseggio la camomilla bollente, mi riposo. Il dolore si scioglie lentamente. Dopo pochi minuti comincio a sentirmi “a posto”. Mi alzo e me ne torno a casa. Ero preoccupato, avevo provato un dolore nuovo. Non era come quelli, con cui convivevo da anni per l’esofagite da reflusso. La mattina dopo vado dal medico di base. Saluti, due chiacchiere. “Sei già stato a sciare?..Che succede?” Gli racconto. Mi visita. “Tranquillo, stai a posto. Hai un battito cardiaco perfetto, pressione e pulsazioni da atleta. E’ il tuo reflusso esofageo che si è riacutizzato. Si avvicinano le feste … avrai mangiato troppo e male.” Mi prescrive la solita cura. Nei giorni che seguirono, continuai ad avere la sensazione che mi fosse capitato qualcosa, non riuscivo a camminare in fretta ed il freddo mi metteva in crisi. Il freddo che mette in crisi me? Io che sono abituato a sciare a temperature proibitive. Strano. Comunque decido di mettermi alla prova e concordo con un mio amico una escursione sulla neve. Prima, però, visita medica dal medico di base. Ottima idea. E qui il destino torna ad aiutarmi. Il medico di base è assente; c’è il sostituto. Non mi conosce, non sa della mia esofagite da riflusso. Ascolta con attenzione il mio racconto e, senza titubanza alcuna, mi dice: “Probabilmente, ha avuto un infarto. Deve fare urgentemente una visita cardiologica e gli esami necessari. Le faccio la prescrizione,” Torno a casa. Telefono al mio amico: “Non si va da nessuna parte; probabilmente ho avuto un infarto!” “Scherzi sempre!” “No non scherzo!” “Senti, telefono ad un mio amico cardiologo. Vai subito da lui a mio nome. Fatti visitare e domani andiamo a sciare. Non è possibile quello che dici.” Prendo l’indirizzo dello studio medico e vado subito. Visita, elettrocardiogramma. Nessun infarto, meno male! Però…però…dubbi, che derivano da quanto io ho saputo riferire nei particolari del mio episodio. “Torni, domani, ci sarà un mio collega e facciamo un ecocardiogramma”. Torno, faccio l’ecocardiogramma, Nessun problema, permangono tuttavia i dubbi suscitati dal mio racconto dei fatti. Precisi, decisi e preoccupanti. Si decide per un ricovero d’urgenza. Era sabato: lunedì entro in clinica. Visite, elettrocardiogramma, telecuore, radiografie varie, holter, esami etc… Niente di niente. Due giorni dopo si decide di fare una prova da sforzo. Eccezionale, da atleta. Il cardiologo, nella visita serale mi dice: “ Tutto bene. Stando ai risultati domani dovrei dimetterla. Ma credo a quello che riferisce e le propongo di eseguire un ultimo accertamento, proprio per essere completamente tranquilli: Un ecocardiogramma color-Doppler con prova farmacodinamica (dipiridamolo ad alta dose)”. Convengo, firmo ed accetto di fare l’esame. Mi viene iniettata per endovena la prima dose di Dipiridamolo. Niente me la bevo come un succo di frutta. Il cardiologo mi dice “Benissimo, tranquillo. Facciamo la seconda dose e domani se ne torna sereno a casa”. E qui il destino si schiera ancora dalla mia parte. Alla seconda dose il mio cuore impazzisce, mi viene subito iniettato un antidoto e tutto torna normale. Grande spavento. Risultato:”segni di ischemia in sede setto-apicale”. Il Cardiologo chiama subito i colleghi dell’Ospedale civile e dice loro di avere un paziente che ha urgente necessita di eseguire un intervento di angioplastica: “Cercate di abbreviare i tempi più che potete” Sotto controllo medico e copertura farmaceutica, devo attendere circa quarantacinque lunghi interminabili giorni per l’intervento. Il destino è sempre dalla mia parte e mi aiuta. Sono stressato, ho paura…l’ansia mi divora… Finalmente il quattordici nel pomeriggio entro in ospedale. Esami preliminari e preparatori, visite mediche di routine. Arriva la sera. Mi dicono che devo dormire su una barella. Mi rifiuto, so che non avrei chiuso occhio, ed il giorno dopo volevo essere in perfetta forma. Firmo e torno a dormire a casa, promettendo che l’indomani alle sei sarei stato in ospedale. A questo punto, come sempre mi succede quando devo affrontare qualcosa di importante, l’ansia e la paura spariscono e divento freddo, razionale, terribilmente lucido, rapido e sicuro nelle decisioni. Incredibile ma vero. Vivo, sguazzo nell’ansia tutta la vita; ma, quando il gioco si fa duro, ho lampi di spietata lucidità. Mi alzo alle cinque, mi preparo, un lungo abbraccio a mia moglie ed a mia figlia ed alle sei in punto sono in ospedale. Sarò il secondo ad essere operato. Attendo tranquillo sulla barella. Finalmente in sala operatoria. Vengo informato sull’intervento e devo firmare il consenso informato per accettare un nuovo protocollo di sperimentazione clinica per la valutazione del dispositivo sigillante del’arteria femorale sinistra, da cui entreranno con le sonde. Rifiuto “l’aiutino” proposto per tollerare l’intervento in modo tranquillo. Desidero essere lucido e presente. Sono nudo sul lettino si parte, mi radono, anestesia locale e via con la prima sonda. Seguo sugli schermi quello che accade. Faccio esercizi di respirazione, quelli che uso in montagna, per rilassarmi. Il tempo scorre lungamente lento. Di tanto in tanto il chirurgo ha parole di incoraggiamento e mi spiega come procedono le cose. Mi previene su eventuali sensazioni che avrò “Sentirà una forte ondata di calore. Non è nulla è il liquido di contrasto…. “Perfetto, tutto è andato benissimo, Abbiamo finito”. Esco dalla sala operatoria. Dovrò tenere la gamba sinistra immobile per quarantotto ore. Resto sulla barella, mia moglie e mia figlia sono con me. Parliamo, racconto. Qualche attimo di commozione. Il destino mi ha favorito, ma anch’io mi prendo i miei meriti. A sera mi assegnano finalmente un letto. E qui cedo di schianto: ho la mia prima crisi di panico, claustrofobia. Mi danno una dose di calmante che mi fa dormire profondamente fino al mattino dopo. Al risveglio, tutto finito. Altri due giorni in ospedale e poi a casa. A distanza di tempo ...si paga...
MONTI DELLA LAGAEscursione di sabato 13 giugno - Monti della Laga - Monte Gorzano mt. 2458 - Durata dell'escursine oltre sei ore comprese le soste - Dislivello mt. 1200 - difficoltà EE - Sentiero non segnato.
Le foto sono nell'album.
Unisco un piccolo racconto.
Questa mattina eravamo in tanti.
C'era anche Grazia, una cara amica, che partecipa alle nostre escursioni durante le vacanze scolastiche.
A scuola non riesce ad avere il sabato libero e quindi, in quel periodo, ci segue o ci perseguita con dei messaggini in latino, che unendo le nostre forze tentiamo di volta in volta di decifrare.
Mi è dispiaciuto che arrivando al "raduno", riferendosi a me ed a Romeo che siamo avanti con gli anni, abbia detto "ah! oggi c'è anche il reparto geriatrico!".
Pensava ovviamente che in cima a Monte Gorzano, non ci saremmo arrivati.
Punto nel mio orgoglio montanaro, quando i gruppo si è diviso ho deciso di continuare con i "giovani" verso Monte Gorzano.
Ho acceso il mio disel, ho preso il mio andare e passo passo eccomi alle sue spalle sulla cima di Monte Gorzano.
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DELLA LAGA - ALTOPIANO DEL VOLTIGNODa Vado di Fiocina ci siamo portati nel bosco per salire fino alla alla cresta da dove si scopre Castel del Monte ed in lontananza il Gran Sasso e la catena orientale.
Siamo poi riscesi lungo una strada forestale fino alla Fonte della Creta e poi per prati siamo tornati al punto di partenza. Fioriture bellissime di anemoni e margheritoni gialli, orchidee e lilium montani, nontiscordardime, genzianella e pervinche ed altri fiori che dovrò identificare. Per le foto, come al solito, vi rimando all'album "Prima escursione di primavera. Altopiano del Voltigno" Parco Gran Sasso Laga - Campo Imperatore - forse ultima escursione con gli sciCarissimi amici,
oggi forse ultima escursione della stagione con gli sci.
La strada per arrivare alla neve non è ancora transitabile perchè in alcuni piccoli tratti è ancora coperta dalla neve.
Quindi cinque Km a piedi ad andare ed altretttanti a tornare.
Sci in spalla!
Pubblico le foto, sperando di regalarvi qualche bella emozione.
I prati viola, il Gran Sasso e la sua catena orientale con il Prena, le Torri di Casanava ed il Camicia, poi maestoso il volo dell'aquila LA TORTORA DAL COLLARE
Erano giorni che cercavo di fotografare questa tortora dal collare, di cui sentivo ogni mattina i primaverili richiami d’amore. Dopo vari appostamenti questa mattina…finalmente eccola! E’ un maschio. Emette il suo richiamo tuut, ruut, tuut tuut, ruut… Ma la femmina, che certamente è nei dintorni non si mostra, non si avvicina. Il maschio continua il corteggiamento con insistenza; ripete il richiamo sempre più accorato, si lancia in volo nel cielo, disegnando ampi cerchi per poi planare al punto di partenza. E’ un chiaro segno di corteggiamento e un invito alla femmina a raggiungerlo. Ad un tratto spaventato dalla mia presenza è volato via. Ho potuto continuare a seguirlo perché si è posato su di un tetto non molto lontano. Sentivo chiaramente i suoi richiami, ma riuscivo appena a vederlo. Sono corso a prendere il binocolo. Al ritorno la femmina aveva ceduto ai richiami, ed era lì. Tubavano sfiorandosi con il becco, camminavano intorno impettiti, di tanto in tanto razzolando. All’improvviso la femmina ha assunta una posizione accessibile al maschio, ha allargate le ali e si è accovacciata. L’accoppiamento, brevissimo, è terminato in maniera sonora con versi di tonalità più alta. La scena più bella è quella che è seguita dopo. Non c’è stata separazione, allontanamento il maschio ha continuato a coccolare la femmina carezzandola col becco sul collo. Teneramente, delicatamente… a lungo. Dopo il poetico romanticismo del corteggiamento…il calore e la passione dell’amore… poi tenere carezze. Per noi è lo stesso? Aristotele sosteneva: “ l’uomo pensa sempre, tranne quando fa all’amore”. Sono d’accordo; la meraviglia dell’amore non va vissuta con razionalità, ma con totale abbandono al sentimento.
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DELLA LAGAEscursione durissima ma di rara bellezza.
Giudicate dalle foto. Credo siamo stati i primi, dopo il terremoto, a recarci in queste zone.
Un elicottero militare, in perlustrazione, ci ha seguiti a lungo nei nostri movimenti. I TAROCCHI - La mia situazione sentimentale attuale e futura.Questa sera ho deciso di interrogare i Tarocchi.
Mi sono posto un quesito ben preciso: "Quale è e quale sarà la mia situazione sentimentale". Qualcuno potrebbe dire "roba da donnette". Io rispondo a me mi piace! Ho usato il metodo delle cinque carte. Ho seguto il rituale previsto: le carte vanno mescolate sette volte, tagliate con la mano sinistra, disposte a ventaglio su un panno verde. Se ne scelgono cinque, che vengono disposte in linea retta. Nella foto il risultato: Per la lettura occorre sapere che: 1° carta: rappresenta il o la consultante = pensiero 2° carta: indica gli eventuali ostacoli o nemici = passato 3° carta: indica la protezione, l'oggi = presente 4° carta: indica la sentenza o consiglio = risposta 5° carta: da leggere se la 4° è negativa = sintesi finale: e che: si legge il responso delle carte 3°e 4° perchè sono le più significative, mentre la carta 5° rappresenta gli eventi futuri.La sintesi delle carte è necessaria solo se l'ultimo tarocco è negativo e lascia qualche dubbio sulla risposta. Nel mio caso l'ultima carta è il bagatto, carta positiva, che in amore significa "inizio di una nuova relazione, amore sincero, conquista della libertà".Perciò... bene,bene interessante! La terza carta è l'angelo, carta positiva, che ha questi significati:" ritorno di un affetto, colpo di fulmine, partenza di una persona. Discussioni che faranno chiarezza, sorpresa in amore". La quarta carta è il sole anch'essa positiva con questi significati:"nuova conoscenza, buona intesa, armonia, felicità coniugale, matrimonio, gioia, unione sincera, un buon amico/a. Affetto profondo, persona libera e indipendente". Vi do anche il significato della prima e della seconda carta: il matto, carta negativa:"situazione sentimentale instabile, poco chiara o confusa, fine di un rapporto, gelosia, dramma passionale. Un amore non ricambiato o seriamente contrastato"; il mondo, carta positiva:"rapporti armoniosi e completamente soddisfacenti, gioia e felicità, un sogno d'amore che si realizza, sentimenti sinceri". Cerchiamo di riassumere: Attualmente sono pessimista, penso di avere una situazione sentimentale confusa, sono innamorato ma non ricambiato, sono un pochino geloso ma non drammatizzo. Penso questo perchè ho sempre goduto di rapporti semplici e felici ispirati da sentimenti sinceri.La realtà del momento però è in forte, veloce evoluzione: sono possibili un colpo di fulmine o eventi sorprendenti, che porteranno chiarezza nella mia situazione confusa. In conclusione mi avvio a vivere una nuova relazione, con una persona libera ed indipendente, conosciuta da poco, con cui avrò un'ottima intesa e condividerò un affetto profondo. Siete curiosi di sapere se i tarocchi ci hanno preso? NON LO SAPRETE MAI!!! Se volete potete tirere ad indovinare. LUTTO
TERREMOTO"La sismologia non sa dire quando, ma sa dire dove avverranno terremoti rovinosi, e sa pure graduare la sismicità delle diverse province italiane, quindi saprebbe indicare al governo dove sarebbero necessari regolamenti edilizi più e dove meno rigorosi, senza aspettare che prima il terremoto distrugga quei paesi che si vogliono salvare” (Giuseppe Mercalli, su Rassegna nazionale, dopo il terremoto del 1908)
Giuseppe Mercalli
Signori politici è puro esercizio dialettico parlare questa sera, nel salotto bene del signor Vespa, della prevedibilità o meno dei terremoti.
Non serve a nulla, non giova al problema. Cercate di fare un salto di qualità ed iniziate a parlare di strategia e cultura della prevenzione. Anche se ciò comporterà ingenti esborsi di somme di danaro; sarà danaro ben speso, perchè contribuirà a salvare migliaia di vite umane. Dopo il terremoto calabro del 1905 Olindo Malagodi scriveva sulla Tribuna: “C’era, nella vecchia legislazione borbonica, una provvida legge edilizia… che imponeva uno speciale tipo di casa… Le case costrutte secondo questo tipo hanno resistito mirabilmente anche in questo nuovo disastro; noi abbiamo potuto constatarlo in ogni paese.” Ed allora sforzatevi a dotarci di una legislazione almeno all'altezza di quella dei borboni! Smettetela di tutelare gli interessi di pochi, consentendo loro di costruire male ed ovunque. Perseguite il pubblico interesse, rispettate il valore della vita umana. Trovate la volontà e la forza di dare un futuro più sicuro ai nostri ed ai vostri figli. Escursione con gli sci del 4 aprile 2009Bella escursione fuori pista in località Pietrattina di Campo Imperatore.
Avrei tanto da raccontarvi ma sono troppo stanco.
Vi invito ad andare a vedere l'album.
Vi dico solo che l'escursione inizia con un magnifico sole primaverile ed una temperatura mite.
Poche ore dopo, nel giro di alcuni minuti, è venuta giù pioggia mista a neve e la temperatura si è avvicinata all zero.
Per fortuna eravamo nei pressi dell'auto, ci siamo cambiati in fretta e via...
Sulla strada la neve cominciava già "ad attecchire".
Comunque abbiamo goduto di splendidi panorami, abbiamo viste le orme fresche, nitide di un lupo e infine...la poesia del croco che comincia ad invadere i prati, dove la neve si è sciolta.
???? Ringrazio chi è riuscito ad entrare nel blog ed a cancellare tantissimi interventi e quasi tutte le mie foto.
SOLITUDINE
SOLITUDINE
Fedele compagna dell’uomo. Si nasce in solitudine. Si muore in solitudine. La solitudine ci accompagna per tutta la vita. E’ ineliminabile. Si può gestire la solitudine? Essa va vissuta come scelta personale o subita perché imposta dalla vita? Io vivo la mia solitudine per scelta. Coltivo in me uno spazio di solitudine, che abbraccia la mia unicità. La mia solitudine non è isolamento. La mia solitudine è l’incontro con me stesso, è la linfa che fa germogliare le mie emozioni, i miei sentimenti, i miei pensieri. La mia solitudine ama il silenzio, quale atto preparatorio al comunicare con gli altri. La mia solitudine esalta il silenzio, quale stimolo per la ricerca della felicità. La mia solitudine mi aiuta ad integrare i pensieri con i sentimenti. La mia solitudine mi permette di dare significato alla mia vita, alla mia emotività, al mio sentire. Il silenzio, ricercato nella mia solitudine, ispira le mie emozioni quotidiane.
Non temo la solitudine. La uso. E’ il mio strumento preferito per la ricerca della felicità. E voi che rapporto avete con la solitudine?
ESCURSIONE DEL 28 MARZO 2009 Dell'escusione di oggi voglio mostravi come cambia la natura al cambiare delle stagioni.
Oggi abbiamo scorrazzato un po' fuori pista e sia passati anche in questa radura di natura prettamente carsica.
La dolina, anche se "addolcita dalla neve", è ben visibile
Questo è lo stesso luogo fotografato all'inizio dell'autunno.
Pensierino della sera: come cambiamo noi al cambiare delle stagioni?
Io sono cambiato da così:
a così
ESCURSIONE DEL 25 MARZO 2009 PARCO DEL GRAN SASSO E DELLA LAGA"Non andare dove ti porta la strada. Va piuttosto dove non c'è strada e lascia una traccia."
(R.W. Emerson) Sandro Roberto e Romeo.
Nessun altro.
Sulla neve caduta nella notte solo orme di animali ..e le tracce dei nostri sci.
Qui vi lascio una delle foto. la più "curiosa" : per un attimo abbiamo pensato di aver visto un panda Le altre foto sono nell'album. |
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