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Escursionismo

Veri Sandro

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Potrei parlarvi di me, ma non so se riuscirei ad essere obiettivo.
Potrei minimizzare o noscondere i miei difetti, così come potrei magnificare od esaltare i miei pregi (ammesso che ne abbia, sic!).
Inevitabilmente finirei per dirvi quello che desidero e nascondervi quello che non voglio appaia.
Allora...contattatemi, scopritemi fino a conoscermi e poi...tirate le somme per decidere se ne sia valsa la pena.
Io "gioco pulito": nessuna reticenza nessuna bugia...pretendo altrettanto da voi.
Altrimenti rinunciate.

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Benvenuti nel mio blog! 

Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. (Ennio Flaiano)

 

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E'ARRIVATA LA NEVE SI RIPARTE CON GLI SCI

 
 
Ho fatte molte escursioni da solo, quando ero più giovane, ed anche quest'anno ... ci riproverò!
Questa foto, davvero stupenda, ha rinnovato i pensieri, i sentimenti, le emozioni, i ricordi di quelle escursioni.
La solitudine,  la serena fatica, la sofferenza, il freddo,  la neve,  il sole,  le ombre,  il silenzio, il ticchettio delle racchette, il frusciare degli sci, il respiro affannoso che ritma l'andare, la luce accecante, l'uomo e la natura, i sentimenti di libertà, gli alberi spogli, i boschi scheletriti, la traccia da seguire, la tenacia, le paure, i pensieri profondi, la tensione,  il coraggio, i paesaggi indimenticabili, le sorprese,  la serenità, le baite abbandonate, lo scorrere delle acque, le orme degli animali, l'allegria, l'entusiasmo, la gioia, una valletta nascosta , la salita ad un valico, la discesa nel bosco, i sogni ad occhi aperti, il cuore in gola, la sensazione di un attimo,  l'onda crescente di emozioni, il vento sulla pelle, una carezza leggera, una melanconica tristezza, attimi di vita di profonda e lacerante bellezza.
 

ROCCA CALASCIO

 Escursione del 6 dicembre 2009
Santo Stefano di Sessanio - Rocca Calascio - Santo Stefano di Sessanio con percorso di cresta ad anello sui due versanti. Panorami splendidi. Ottimo pranzetto all'Agriturismo "Al Borgo". Poi a goderci il tramonto a Campo Imperatore. Per le foto vi rimando all'album.

PENSIERINO

Torna domani, realtà! Oggi, lasciami sognare!

 

 

OSTINAZIONE - MONTE MARCOLANO

 

 


  

IN PARETE

 
Vuoto silenzio
lacera agile passo
oltre la vita.
 

AVEC LE TEMPS - LÉO FERRÉ

 

YouTube - Avec le Temps. LÉO FERRÉ
     

 

NOI DUE

 
Foglie d'autunno
farfalle spensierate,
allegri amori.
 

ESCURSIONA A MONTE GRECO

 
Escursione durissima. Oltre cinque ore e mezza di marcia e oltre mille metri di dislivello a salire ed a scendere. Anche se c'era uno splendido sole, un moderato vento da nord ha tenuta la temperatura intorno allo zero. C'eravamo solo noi cinque, camosci e cervi. I camosci, tantissimi; siamo riusciti anche a fotografarli. Panorami mazzafiato verso il Gran Sasso, la Majella con la cima di Monte Amaro innevata, le montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo.La fatica...tanta, è stata largamente ripagata...Qui sotto la mia felicità, le altre foto nell'album.
 

PAURA

 
 
Orma di lupo
sulla candida neve.
Ghiaccia il cuore.
 

Verlaine - Chanson d'automne

 

 

Durante le escursioni in montagna spesso ho bisogno di restare solo, con i miei pensieri ed i miei sentimenti. Per me la montagna é anche questo. E' stato cosi anche sabato mentre salivo nel bosco, colorato d'autunno, nella frescura di un lieve vento che sorreggeva le foglie secche, che si staccavano dai rami, fino a posarle delicatamente a terra. Era mezzogiorno, sentivo le campane di Opi annunziare l'angelus...

Tra i tanti pensieri che hanno accompagnato i miei passi è affiorato, sbiadito, anche il ricordo di questi meravigliosi versi di Verlaine...

 

Canzone d’autunno

 

I singhiozzi lunghi

dei violini d'autunno

 

mi feriscono il cuore

con languore

monotono.

 

Ansimante

e smorto, quando

 

l'ora rintocca,

io mi ricordo

 

dei giorni antichi

e piango;

 

e me ne vado

nel vento ostile

 

che mi trascina

di qua e di là

 

come la foglia

morta.

 

YouTube - Verlaine - Chanson d'automne
  

RISACCA

 
QUIETO TI ATTENDO
COME LA RIVA L'ONDA,
...RISACCA AMARA.
 

LIBERTA'

 

VIVERE DA UOMINI LIBERI NON E' UNA SCELTA; E' UN DOVERE.

   

VENTO

Ho vissuto la mattina nel vento. In montagna, su di un breve percorso di cresta. Un vento teso e freddo che veniva su, a folate, dal basso del versante, trascinando in alto le nuvole, che avevono trascorso la notte al riparo nella faggeta. Nuvole veloci che correvano basse sui prati, che avvolgevano il bosco e le rocce in ovattate nebbie brumose, rischiarate dall'alto dai raggi del sole. Insieme alle nuvole il vento portava con se, dal bosco, misteriose voci , che il frusciare delle foglie non riusciva a confondere. Curioso, mi soffermavo ad ascoltarle. Paziente attendevo i silenzi, che seguivano le pause che il vento si concedeva. Silenzi densi, importanti. Altre volte le nuvole passavano alte nel cielo ed allora vedevo le loro ombre correre sui prati. Le inseguivo con lo sguardo fino a vederle sparire, in alto, oltre il crinale, insieme ai miei pensieri.

MATURITA' E SOGNO

 
 

I miei sogni si dileguano,
come carta nel fuoco.
E' come se volessi impedire loro
di vivere.
Chiudo gli occhi.
Vado dove mi porta il cuore.
Sogno immagini, emozioni.
Brevi attimi.
La logica,
implacabile,
mi intrappola la mente nel reale.
Ostinato,
... torno a sognare.

ART. 21 DELLA COSTITUZIONE

Libertà di pensiero è la "capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro".(Immanuel Kant)
Io non voglio che la libertà di pensiero sia limitata dal potere politico né con la violenza, né celatamente, né paternalisticamente.
Io voglio la libera circolazione delle idee.
Io voglio il rispetto di quanto sancito dal primo comma dell’art. 21 della nostra costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
 Io non voglio che si metta a me o ad altri una cerniera alla bocca!
 

LIBERTA' DI PENSIERO

 
Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.
 
(Voltaire)
 

DONNA INTELLIGENTE

 

 

Una donna intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole.
(Paul Valéry)

 

 
 

LA LEGGENDA DELLA STELLA ALPINA

 

 

Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio.

Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.
Nessuna pianta però non poteva farci niente, poiché era legata alla terra dalle radici.
Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce.
Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle.

Quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e, senza speranza, scese guizzando dal cielo.

Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull'orlo di un precipizio.

Brrrrrrrr!

Faceva freddo …
Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo!
Il gelo l'avrebbe certamente uccisa...

Ma, la montagna corse ai ripari, grata per quella prova d’amicizia data col cuore.

Avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca.

Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci…
E quando l'alba spuntò, era nata la prima Stella Alpina...

 

 

 

 

 

AMICIZIA

 
Due amici: un’anima sola divisa in due corpi.
(Aristotele)
 
 

DIMENTICARE

 

Ci vuole un minuto per capire che una persona e' speciale, un' ora per conoscerla, un giorno per amarla e una vita per dimenticarla!! (C. Chaplin)

 

LA CASTITA'

 

La castità si può curare se presa per tempo. (Anonimo)

 

 

 

 

 

 

CAMMINARE...

 
Mi piace spettinato camminare/ col capo sulle spalle come un lume/ e così mi diverto a rischiarare/ il vostro triste autunno senza piume.
(Sergej Esenin)
 

LA MIA PRIMA CRISI DI PANICO

 Era il pomeriggio del 20 dicembre 2001, una giornata grigia e fredda.

Un vento gelido, da nord, mi tagliava il viso, come una lama di rasoio.

Camminavo a passo svelto lungo la “strada parco”; ero in ritardo dovevo recarmi all’ufficio delle poste centrali, prima della chiusura, per versare l’ICI, in scadenza.

Ad un certo punto, all’improvviso, avverto un forte dolore alla bocca dello stomaco.

Contrazioni improvvise e dolorose.

Rallentai il passo.

Non fu sufficiente, dovetti fermarmi e sedere su una panchina.

Provai a fare degli esercizi di respirazione…niente.

Il dolore continuava a mordere.

Pensai al mio reflusso esofageo e pensai tra me e me che peggiorava: era più intenso del solito e si irradiava fin sulle spalle.

E qui entra in gioco il destino, che si schiera dalla mia parte.

Passa un amico.

Si avvicina; “Che hai, che ti succede?”

“Andavo alle poste per l’ICI, ma ho avuto un improvviso malore”

“Dammi i bollettini ci penso io, anch’io vado a pagare l’ICI…vieni ti accompagno in un bar. Potrai riposarti e bere qualcosa di caldo”

Pochi passi e siamo nel bar di Villa Sabucchi.

Mi saluta; “bevi un the o una camomilla, vedrai che ti passa”.

Mi seggo, ordino una camomilla, l’ambiente caldo mi dà subito una sensazione di benessere.

Sorseggio la camomilla bollente, mi riposo.

Il dolore si scioglie lentamente.

Dopo pochi minuti comincio a sentirmi “a posto”.

Mi alzo e me ne torno a casa.

Ero preoccupato, avevo provato un dolore nuovo.

Non era come quelli, con cui convivevo da anni per l’esofagite da reflusso.

La mattina dopo vado dal medico di base.

Saluti, due chiacchiere.

“Sei già stato a sciare?..Che succede?”

Gli racconto.

Mi visita.

“Tranquillo, stai a posto. Hai un battito cardiaco perfetto, pressione e pulsazioni da atleta.

E’ il tuo reflusso esofageo che si è riacutizzato. Si avvicinano le feste … avrai mangiato troppo e male.”

Mi prescrive la solita cura.

Nei giorni che seguirono, continuai ad avere la sensazione che mi fosse capitato qualcosa,

non riuscivo a camminare in fretta ed il freddo mi metteva in crisi.

Il freddo che mette in crisi me?

Io che sono abituato a sciare a temperature proibitive.

Strano.

Comunque decido di mettermi alla prova e concordo con un mio amico una escursione sulla neve.

Prima, però, visita medica dal medico di base.

Ottima idea.

E qui il destino torna ad aiutarmi.

Il medico di base è assente; c’è il sostituto.

Non mi conosce, non sa della mia esofagite da riflusso.

Ascolta con attenzione il mio racconto e, senza titubanza alcuna, mi dice: “Probabilmente, ha avuto un infarto. Deve fare urgentemente una visita cardiologica e gli esami necessari. Le faccio la prescrizione,”

Torno a casa.

Telefono al mio amico: “Non si va da nessuna parte; probabilmente ho avuto un infarto!”

“Scherzi sempre!”

“No non scherzo!”

“Senti, telefono ad un mio amico cardiologo. Vai subito da lui a mio nome. Fatti visitare e domani andiamo a sciare. Non è possibile quello che dici.”

Prendo l’indirizzo dello studio medico e vado subito.

Visita, elettrocardiogramma.

Nessun infarto, meno male!

Però…però…dubbi, che derivano da quanto io ho saputo riferire nei particolari del mio episodio.

“Torni, domani, ci sarà un mio collega e facciamo un ecocardiogramma”.

Torno, faccio l’ecocardiogramma,

Nessun problema, permangono tuttavia i dubbi suscitati dal mio racconto dei fatti.

Precisi, decisi e preoccupanti.

Si decide per un ricovero d’urgenza.

Era sabato: lunedì entro in clinica.

Visite, elettrocardiogramma, telecuore, radiografie varie, holter, esami  etc…

Niente di niente.

Due giorni dopo si decide di fare una prova da sforzo.

Eccezionale, da atleta.

Il cardiologo, nella visita serale mi dice: “ Tutto bene. Stando ai risultati domani dovrei dimetterla. Ma credo a quello che riferisce e le propongo di eseguire un ultimo accertamento, proprio per essere completamente tranquilli: Un ecocardiogramma color-Doppler con prova farmacodinamica (dipiridamolo ad alta dose)”.

Convengo, firmo ed accetto di fare l’esame.

Mi viene iniettata per endovena la prima dose di Dipiridamolo.

Niente me la bevo come un succo di frutta.

Il cardiologo mi dice “Benissimo, tranquillo. Facciamo la seconda dose e domani se ne torna sereno a casa”.

E qui il destino si schiera ancora dalla mia parte.

Alla seconda dose il mio cuore impazzisce, mi viene subito iniettato un antidoto e tutto torna normale.

Grande spavento.

Risultato:”segni di ischemia in sede setto-apicale”.

Il Cardiologo chiama subito i colleghi dell’Ospedale civile e dice loro di avere un paziente che ha urgente necessita di eseguire un intervento di angioplastica: “Cercate di abbreviare i tempi più che potete”

Sotto controllo medico e copertura farmaceutica, devo attendere circa quarantacinque lunghi interminabili giorni per l’intervento.

Il destino è sempre dalla mia parte e mi aiuta.

Sono stressato, ho paura…l’ansia mi divora…

Finalmente il quattordici nel pomeriggio entro in ospedale.

Esami preliminari e preparatori, visite mediche di routine.

Arriva la sera.

Mi dicono che devo dormire su una barella.

Mi rifiuto, so che non avrei chiuso occhio, ed il giorno dopo volevo essere in perfetta forma.

Firmo e torno a dormire a casa, promettendo che l’indomani alle sei sarei stato in ospedale.

A questo punto, come sempre mi succede quando devo affrontare qualcosa di importante, l’ansia e la paura spariscono e divento freddo, razionale, terribilmente lucido, rapido e sicuro nelle decisioni.

Incredibile ma vero.

Vivo, sguazzo nell’ansia tutta la vita; ma, quando il gioco  si fa duro, ho lampi di spietata lucidità.

Mi alzo alle cinque, mi preparo, un lungo abbraccio a mia moglie ed a mia figlia ed alle sei in punto sono in ospedale.

Sarò il secondo ad essere operato.

Attendo tranquillo sulla barella.

Finalmente in sala operatoria.

Vengo informato sull’intervento e devo firmare il consenso informato per accettare un nuovo protocollo di sperimentazione clinica per la valutazione del dispositivo sigillante del’arteria femorale sinistra, da cui entreranno con le sonde.

Rifiuto “l’aiutino” proposto per tollerare l’intervento in modo tranquillo.

Desidero essere lucido e presente.

Sono nudo sul lettino si parte, mi radono, anestesia locale e via con la prima sonda.

Seguo sugli schermi quello che accade.

Faccio esercizi di respirazione, quelli che uso in montagna, per rilassarmi.

Il tempo scorre lungamente lento.

Di tanto in tanto il chirurgo ha parole di incoraggiamento e mi spiega come procedono le cose.

Mi previene su eventuali sensazioni che avrò “Sentirà una forte ondata di calore. Non è nulla è il liquido di contrasto….

“Perfetto, tutto è andato benissimo, Abbiamo finito”.

Esco dalla sala operatoria.

Dovrò tenere la gamba sinistra immobile per quarantotto ore.

Resto sulla barella, mia moglie e mia figlia sono con me.

Parliamo, racconto.

Qualche attimo di commozione.

Il destino mi ha favorito, ma anch’io mi prendo i miei meriti.

A sera mi assegnano finalmente un letto.

E qui cedo di schianto: ho la mia prima crisi di panico, claustrofobia.

Mi danno una dose di calmante che mi fa dormire profondamente fino al mattino dopo.

Al risveglio, tutto finito.

Altri due giorni in ospedale e poi a casa.

A distanza di tempo ...si paga...

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSENZA D'AMORE

 

 

Non è l'amore che fa soffrire, ma la sua assenza.

(Alesssandro Morandotti)

 
 

SOGNO E REALTA'

 
 
 
"Il sogno motiva la realtà e la realtà vive di sogni."
                                                                                                                                    (Sandro)